Finissage della mostra: Martino Fiorattini. Tra meloni e zanzare

L’unica differenza fra me e un matto è che io non sono matto
(Salvador Dalì)

Mercoledì 29 Giugno ore 18,30

Vi è un legame fra squilibrio mentale e talento?
Non esiste genio senza una vena di follia, osservava Seneca. Da allora la teoria che arte e follia siano strettamente legate ha affascinato filosofi e uomini comuni. Il disordine mentale mette a soqquadro il flusso dei nostri pensieri o piuttosto creatività e profondità di pensiero conducono sull’orlo dell’abisso? Domande troppo serie per un incontro breve e discorsivo! Ma forse con un po’ di leggerezza e di ironia se ne può parlare .

Con:
Giampaolo Sasso, Psicoterapeuta
Antonia Jacchia, Galleria Maroncelli 12
Gianni Zardin, Galleria Carte Scoperte
Alberto Maria Prina, Docente Accademia di Brera

A conclusione brindisi in Galleria Maroncelli 12 per il finissage di
“Martino Fiorattini. Tra meloni e zanzare”

Galleria Carte Scoperte – Via Pietro Maroncelli, 14 – Milano
Galleria Maroncelli 12 – Via Pietro Maroncelli, 12 – Milano


TALENTO E SQUILIBRIO MENTALE

Dalla filosofia alle neuroscienze, la medesima domanda: la creatività e il disagio mentale si influenzano reciprocamente? Una teoria sostiene che il cervello di artisti e scienziati non abbia un filtro efficiente con la realtà esterna e l’incapacità di filtrare gli stimoli viene considerata anche una fra le possibili cause di psicosi. Che sia il prezzo da pagare per creatività e originalità fuori dal comune? Ma può esistere un nesso fra e malattia mentale e creatività? Se non è la patologia a sviluppare la creatività è possibile l’inverso? Sostiene la dottoressa Homberg dell’Università di Siena: “Una persona che ha scoperto cose importanti sulla realtà umana o che ha cambiato, con la sua sensibilità artistica, la visione del mondo, corre poi più di altri determinati rischi di scompenso psichico. Per motivi interni all’innovatore stesso ma anche esterni, è molto difficile reggere ciò che si è riusciti a fare, ad esempio le proprie scoperte quando toccano cose umane profonde”.

Anche il collezionista non è del tutto “giusto”? “Qualsiasi persona disposta a spendere centinaia di milioni di sterline per una tela con un po’ di pittura sopra è, de facto, un folle!”. A parlare è Hannah Rothschild, presidente della National Gallery di Londra e autrice di un nuovo romanzo dedicato al mondo dell’arte. Durante un discorso all’Hay Festival ha dichiarato che la somma di denaro coinvolta nel mercato dell’arte è davvero pazzesca, un giro di affari che arriva a sfiorare il paradosso. E se ne è resa conto proprio scrivendo “The Improbability of Love”, una satira sul mondo dell’arte e su tutto quello che gli gira intorno. Il libro ha vinto il Bollinger Everyman Wodehouse Prize for Comic Fiction, un riconoscimento che premia il volume migliore dando a un maiale lo stesso nome del libro. Rothschild aggiunge che i prezzi esorbitanti delle opere e tutto il rumore scatenato dalle grandi vendite hanno però il merito di aver attirato l’attenzione del pubblico, al punto da far aumentare sensibilmente le visite nei musei. Una follia non molto sana, ma per lo meno utile. (Giulia Testa)

Fonte: The Telegraph

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