Tarcisio Merati

Tarcisio Merati nasce a Bonate Sopra, vicino a Bergamo, nel 1934. Tarcisio si ribella presto alle condizioni disagiate e allo stile di vita della sua famiglia.
Perde il padre quando è piccolo. La madre si risposa con un uomo rozzo che spesso lo picchia. Dopo le elementari e una scuola di avviamento professionale, lavora prima come garzone di panetteria poi come muratore. A 25 anni subisce un tracollo psichico: la miseria, le liti in famiglia, un lavoro non amato lo rendono vulnerabile. Lui reagisce scegliendo un nuovo ruolo sociale, in preda a un delirio di onnipotenza. Nel 1959 entra per la prima volta nell’ospedale neuropsichiatrico di Bergamo.
Entra ed esce dal manicomio più volte con la diagnosi di “psicosi in ritardo mentale”. Nel 1975 scopre la pittura e fino al 1983 la produzione artistica è enorme. Frequenta l’atelier dalla mattina alla sera e non ha altro interesse che la pittura. Il suo mondo si popola di immagini, di un suo personale alfabeto, “uccelletti”, “macchinette”, in un’esplosione di colori. Muore nel 1995.

 

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Macchinetta, 1975, 74,5×99 cm, tempera su carta


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Macchinetta, 1975, 75×100 cm, tempera su carta


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Senza titolo, 74×99,7 cm, tempera su carta


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Aeroplanino75,5×100 cm, acrilico su carta


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Senza titolo75,7×100 cm, tempera su carta


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Senza titolo75×99,7 cm, tempera su carta


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Coccò cactus72,5×99 cm, tempera su carta


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Lettera turbina1975, 74,5×99,3 cm, tempera su carta

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