Mauro Gottardo

Mauro Gottardo è nato a Bardonecchia (To) nel 1965. Vive e lavora in proprio a Torino.

Ha frequentato l’Istituto Professionale Franco Balbis dove si è specializzato in grafica e in diverse tecniche di stampa. In seguito ha tenuto corsi di serigrafia per le scuole. Durante un periodo di lavoro come tipografo scopre l’amore per l’arte grafica e il lettering.

Mauro Gottardo è un appassionato del disegno a biro su carta, un supporto che ama soprattutto se ha già avuto una storia di cui porta qualche traccia. Lavora in assoluta solitudine, con la dedizione di un amanuense medievale – e con un tratto inesorabile – disegna figure iperrealistiche o fortemente stilizzate. Traccia, con precisione caratteri tipografici impaginandoli con figure umane o animali, costruendo manifesti  prodotti in veri e propri cicli narrativi, in cui impiega anni di lavoro. Realizza tali opere – surreali e dense di riferimenti simbolici – disegnando su una piccola scrivania in una stanza affollata da fogli, rotoli in sequenze orizzontali alternate a visioni verticali.  Nei  lunghi rotoli, composti da strisce di fogli accostati, la ripetizione di un soggetto non è mai fine a se stessa, ma articola o punteggia lo svolgersi di un tema. In ogni suo lavoro ci sono colti riferimenti letterari, scientifici e storico-politici; sono crittografie cifrari, schedari in buste trasparenti, dossier in diverse lingue, oltre a quelli che lui definisce scotchages: collage fatti di pezzi di giornale presi e decontestualizzati, custoditi in ampie cartelline. Gottardo legge molto ed è lui stesso autore di libri originali.

«La mia incapacità di fare compromessi con la vita e con il mondo è uguale alla mia capacità nel disegnare sempre e comunque»

Ha esposto negli anni ‘95 e’ 96 in diverse collettive presso: Begijnof Centrum Voor Kunster Bruxelles Belgio, Galeria Posada del Corregitor a Santiago del Cile, Biola University La Miranda in California, Queens College di Cambridge in Inghilterra e Italia. Da questo momento alterna mostre personali a lunghi periodi di silenzio. Tra le personali:  “Rotoli” (2003) e “Inverno scettico” (2004), presso Alice Van Dam di Torino; “Skeptik Sindrome” (2006) al NSK Art Institute di Lubijana; “Sphaerula Vagula” (2007) doppia personale con Luciano Lattanzi al MIAAO, Museo Internazionale Arti Applicate Oggi di Torino; “La biro o la fine del mondo” (2012) a cura di Alfredo Accattino, Teatro Palladium di Roma. Nel 2017 espone nella colletiva “Fuoriserie” a cura di Daniela Rosi e Tea Taramino, PARI, Polo delle Arti Relazionali e Irregolari, Palazzo Barolo, Torino.

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