Martino Fiorattini

Martino Fiorattini nasce a Casteldidone, a cavallo tra le provincie di Cremona e di Mantova, nel 1928. Muore a Casalmaggiore (Cremona) nel 1997. Martino, un tipo socievole, come tutti dicono di lui in paese, nasce in una famiglia contadina, l’unico di tre figli a non emigrare. Senza alcuna ragione particolare, verso i 50 anni, comincia a dipingere nonostante l’intero paese lo consideri una stranezza:  Lui ha ormai imboccato la sua strada, di artista autodidatta, e continuerà a dipingere in modo compulsivo fino alla fine dei suoi giorni. Sposato con Francesca Delvò, diventa pittore consapevole all’inizio degli anni Ottanta, quando i figli, Paola del ’57, Angela del ’62 e Maurilio (’55), sono ormai grandi. Coltiva meloni, un’eccellenza del territorio ma all’improvviso lui rallenta il lavoro nei campi, prende in mano il pennello e comincia a dipingere con grande passione. È inizialmente la scoperta di Ligabue, poi di Picasso, ma anche di Van Gogh, dell’area fauve e dei pittori del Die Brüke, conosciuti per chissà quali vie, a fare esplodere quel mondo di colori e di forme che sino a quel momento aveva tenuto dentro di sé. Viene definito visionario padano per quel suo modo di dipingere con pennellate dense dai colori smaglianti il suo ambiente, quella piccola porzione di territorio animato dalla vita di esseri viventi e piante. Martino non vende i suoi quadri, li dipinge soprattutto per dar sfogo a una sua esigenza interiore. Li racconta e li regala solo a qualche amico.

Mostre selezionate:
“Martino Fiorattini. Visionario padano”, Museo Diotti, Casalmaggiore, Cremona, 2015
“Martino Fiorattini. Tra meloni e zanzare”, galleria Maroncelli 12, Milano, 2016
“Martino Fiorattini. Between melons and mosquitos”, Gaia Museum Outsider Art, Randers, Danimarca, 2018

Selected collections:
Gaia Museum Outsider Art, Randers, Danimarca
Casa dell’Art Brut, Mairano di Casteggio, Pavia

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