Antonio Dalla Valle

 
Nasce in Trentino, a Cles, nel 1939. Nel 1997 comincia a frequentare l’atelier La Manica Lunga – officina creativa all’interno della Fondazione Sospiro (Cremona). Il suo lavoro è particolarmente complesso e affascinante in quanto utilizza materiali di diverso tipo: biro, pennarelli, scotch, plexiglas, materiali di recupero. Le carte realizzate vengono piegate e riposte nella sua preziosa borsa che contiene tutte le cose al lui più care e il materiale che utilizza per il suo lavoro. In seguito il suo “codice” prende forma all’interno di quaderni che vengono o scritti completamente o in modo parziale. A volte lascia fogli bianchi, pause di riflessione sospese su un segno, su una lettera. I quaderni realizzati a volte vengono raggruppati a ricoperti interamente di nastro adesivo trasparente formando un solido di informazioni che non possono più essere viste da nessuno. I primi lavori di scrittura non sono più grandi di un accendino, piccoli parallelepipedi in plastica trasparente dove lui stipa i vari frammenti di materiale trovati durante la giornata. Lavori che sono andati distrutti in un processo attivato dall’artista per definire la conclusione di un lavoro. Altro materiale usato dall’artista è il plexiglass sottile con il quale realizza cubi, nei quali inserisce parti scritte. Da ricordare anche le “griglie”: costruzioni elaborate formate da uno scheletro di base che con il passare del tempo (anche mesi) si anima di un’infinità di materiali. Le sue opere sono state esposte sia in Italia (“Irregolari”, Palazzo assessorile Cles, 2016) sia all’estero (Mad musée, Liegi, 2006 – “Banditi dell’arte”, Halle Saint Pierre, Parigi, 2012) e sono presenti in diverse collezioni pubbliche (Collection de l’Art Brut di Losanna).

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